{"id":9213,"date":"2026-10-09T18:48:26","date_gmt":"2026-10-09T16:48:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.beatricevenezi.it\/?p=9213"},"modified":"2026-10-09T18:48:29","modified_gmt":"2026-10-09T16:48:29","slug":"ildegarda-di-bingen-la-donna-che-presto-la-voce-a-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beatricevenezi.it\/es\/ildegarda-di-bingen-la-donna-che-presto-la-voce-a-dio\/","title":{"rendered":"Ildegarda de Bingen. La mujer que prest\u00f3 su voz a Dios"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il BLOG di Beatrice Venezi &#8211; Le Sorelle di Mozart Episodio 5 &#8211; <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ges\u00f9 \u00e8 femmina. Non ci sono dubbi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se state pensando a qualche manifesto degli anni Settanta, resterete delusi: la frase \u00e8 di novecento anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi avevo promesso, al primo episodio di questa serie, che avrei dedicato a questa donna una puntata tutta sua. L&#8217;avevo sfiorata appena, e stasera chiudo il cerchio. Torniamo all&#8217;inizio di tutto \u2014 non solo di questo libro, ma della storia stessa della musica scritta da una donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ildegarda nasce nel 1098, ultima di dieci figli di una famiglia nobile, in un mondo maschile, pieno di dogmi, che non conosce ancora il tempo illuminista delle domande, ma solo quello della fede e dell&#8217;obbedienza. Bambina, comincia a vedere cose che gli altri non vedono: non santi, non madonne, ma una luce potentissima che le stringe lo stomaco e la terrorizza. E il mondo, davanti a chi vede cose che gli altri non vedono, fa sempre la stessa cosa: isola. A otto anni viene chiusa nell&#8217;abbazia di Disibodenberg, ufficialmente per la salute cagionevole.<em>&nbsp;\u00abNon parlarne con nessuno, mi raccomando! Emicranie, sono solo emicranie!\u00bb<\/em>, le dicono. E Ildegarda obbedisce. Rester\u00e0 muta su quelle visioni per pi\u00f9 di trent&#8217;anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fermatevi un istante su questo silenzio, perch\u00e9 lo abbiamo gi\u00e0 incontrato, in questa serie, sotto altre forme. L&#8217;armadio chiuso a chiave di Nannerl Mozart. I quarantun anni di attesa di Fanny Mendelssohn prima di pubblicare a proprio nome. Il coperchio del pianoforte di Nadia Boulanger. Ildegarda lo precede tutti, questo silenzio, di settecento anni, e sar\u00e0 anche la prima, fra tutte le donne che vi ho raccontato, a romperlo fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prende i voti a quindici anni, nel 1112. Comincia l\u00ec la sua storia d&#8217;amore, modernissima e tormentata, con Dio,&nbsp; lontana dal concetto di donna che accetta e tace. Il corpo, per Ildegarda, non va afflitto da digiuni e flagellazioni: va nutrito, rispettato, perfino abbellito. Perch\u00e9 quel corpo \u00e8, prima di tutto, un utero, e l&#8217;utero equivale al mondo intero. Ed \u00e8 ginecologa delle proprie consorelle, in un&#8217;epoca che considera il sangue mestruale una vergogna; lei lo racconta come l&#8217;ingranaggio necessario di una macchina perfetta. La donna, per Ildegarda, \u00e8 madre sempre; anche quando non ha figli, perch\u00e9 la maternit\u00e0 riguarda tutto ci\u00f2 che esiste, non soltanto quello che si partorisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco, questo \u00e8 il pensiero che vi avevo promesso la volta scorsa: una badessa dell&#8217;Alto Medioevo, senza figli propri, che diventa madre di infinite dottrine \u2014 di quella che potremmo chiamare omeopatia, della scienza naturale, della filosofia, della poesia, e della musica. Una musica inaudita, che compone pur non avendo mai imparato a farlo secondo le regole:<em>&nbsp;\u00abpaupercula forma\u00bb,<\/em>&nbsp;Se define a s\u00ed misma, esa pobre figura peque\u00f1a, a la que Dios mismo hizo su maestro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la sua musica, infatti, si comporta esattamente come lei: va oltre. Il canto gregoriano del suo tempo si muove dentro un&#8217;unica ottava, per consuetudine; Ildegarda fa volare la voce per due ottave e mezzo. Le sue note, come lei, si sentono libere di scappare. Compone per un&#8217;unica voce \u2014 perch\u00e9 per un unico Dio, insegna, serve un&#8217;unica voce \u2014 solo che quella voce, sempre stata maschile fino ad allora, con lei diventa di donna. Ges\u00f9 \u00e8 femmina, ripete. E dunque anche alle donne spetta l&#8217;onore di cantare, di comunicare con Dio attraverso la musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per trent&#8217;anni tace sulle proprie visioni. Poi, un giorno, incontra Bernardo di Chiaravalle \u2014 amico e consigliere di papa Eugenio III \u2014 che le dice due parole soltanto:&nbsp;<em>\u00a1Ildegarda, escribe!<\/em>&nbsp;E lei, ormai badessa, comincia. Scrive le sue visioni, le accompagna con illustrazioni, le raccoglie in un&#8217;opera che chiama&nbsp;<em>Scivias<\/em>. Nel 1148 il papa la valuta, ancora incompleta, nella cattedrale di Treviri. Da quel momento tutti la chiameranno Sibilla del Reno. La \u00abtromba di Dio\u00bb che diventa anche consigliera dell&#8217;imperatore Federico Barbarossa, a cui d\u00e0, senza peli sulla lingua, dello stolto, spiegandogli che la sua politica anticlericale gli sar\u00e0 nociva. Una donna che ammonisce un imperatore. Una donna fra le prime autorizzate a parlare in pubblico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonda, a Bingen, un monastero tutto suo, al femminile, e alle sue monache d\u00e0 un ordine che scandalizza mezza cristianit\u00e0:&nbsp;<em>S\u00e9r\u00edvense bien<\/em>. Non \u00e8 vanit\u00e0, per Ildegarda: \u00e8 che il corpo \u00e8 un tempio, e un tempio va onorato, non mortificato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abOgni sinfonia di voci e strumenti sulla Terra, che sia diretta verso il cielo, \u00e8 un modo per reintegrarsi, per ridare nuovamente vita alla perduta condizione paradisiaca dell&#8217;uomo.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muore a ottantun anni, il 17 settembre del 1179 \u2014 una vita straordinariamente lunga, per il suo tempo. E anche il finale, come tutto il resto della sua storia, \u00e8 un atto di disobbedienza: poco prima di morire rifiuta un ordine della Chiesa, quello di disseppellire il corpo di un cavaliere scomunicato che lei, e solo lei, aveva ritenuto meritevole di una sepoltura cristiana. Per punizione, riceve l&#8217;interdetto. Alle sue monache viene imposto il silenzio: in quel luogo che Ildegarda aveva reso pulsante di musica, non si potr\u00e0 pi\u00f9 cantare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora una volta, il silenzio imposto a una donna. Ma Ildegarda, per l&#8217;ultima volta, non obbedisce fino in fondo. Scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abState attenti, voi che togliete la musica dalle chiese, perch\u00e9 lasciate entrare il diavolo.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 7 ottobre del 2012 \u2014 a pi\u00f9 di ottocento anni di distanza \u2014 papa Benedetto XVI la proclama dottore della Chiesa: un titolo che la storia ha concesso di rado, e ancora pi\u00f9 raramente a una donna. Riconoscimento tardivo, certo, per\u00f2 pur sempre arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eccoci, allora, alla fine di questo viaggio. Se Ildegarda avesse ubbidito fino in fondo a quel \u00abnon parlarne con nessuno\u00bb, nessuna delle storie che vi ho raccontato in questi cinque episodi avrebbe, forse, avuto un punto da cui cominciare. Invece scrisse. Invece cant\u00f2. Invece, novecento anni prima di tutte noi, disse a un imperatore che aveva torto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">De este episodio no se puede decir una sola palabra:&nbsp;<em>viriditas<\/em>. Il verde, diceva Ildegarda, \u00e8 la forza che risveglia dal gelo, il colore della primavera che torna, delle erbe che guariscono, della vita che riprende dopo l&#8217;inverno. Ogni donna che vi ho raccontato in questi cinque episodi, in un modo o nell&#8217;altro, ha atteso il proprio disgelo. Alcune lo hanno visto arrivare in vita. Per altre ci sono voluti secoli. Ma il verde, prima o poi, torna sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Beatrice Venezi<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-1\" style=\"color:#093969\"><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#093969\" class=\"has-inline-color\"><a href=\"https:\/\/www.beatricevenezi.it\/es\/il-blog-di-beatrice-venezi\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.beatricevenezi.it\/il-blog-di-beatrice-venezi\/\">Regresar al blog<\/a><\/mark><\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il BLOG di Beatrice Venezi &#8211; Le Sorelle di Mozart Episodio 5 &#8211; Ges\u00f9 \u00e8 femmina. Non ci sono dubbi. E se state pensando a qualche manifesto degli anni Settanta, resterete delusi: la frase \u00e8 di novecento anni fa. 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